NIB. BUCHI NERI | INCHIESTA 'TUFINO2046' | SESTA PUNTATA > IL PROGETTO PDF Stampa E-mail
Scritto da annie   
Giovedì 13 Giugno 2013 09:28

E siamo arrivati all’ultima settimana prima della Mostra “Buchi Neri”, organizzata da New Italian Blood, che, vi ricordiamo, si terrà il 20 giugno 2013 all’Ex-Tabacchificio Centola di Pontecagnano.

Nelle scorse settimane vi abbiamo mostrato le problematiche dell’area oggetto del nostro studio, il ciclo dei rifiuti in Campania, alcuni esempi di discariche recuperate… Questa settimana, vi parliamo della nostra idea di progetto, nata a valle del percorso di inchiesta che vi abbiamo presentato su questo blog.

IL CONCEPT

Il progetto, prendendo spunto dai casi studio di recupero di discariche a livello europeo (la rete Sufalnet, di cui abbiamo parlato nello scorso post del blog) ri-articola il suolo recuperato nell‘area delle ex-discariche, dopo le opportune operazioni di riqualificazione morfologica, in funzioni sportive, specie campi da golf come nel progetto olandese del Noord-Brabant.

Parallelamente le altre criticità dell’area, vengono trattate attraverso il recupero di una serie di manufatti esistenti, in cui impiantare da un lato, in stretto rapporto con la presenza dello STIR, un centro di ricerche sul ciclo dei rifiuti, che consenta infine anche di valutare l‘opportunità di coltivazioni all’interno di suolo recuperato; dall‘altra, ai piedi della vecchia cava, il cui costone verrà messo in sicurezza e ri-naturalizzato, viene progettata una fattoria didattica, per costituire un’alternativa al solo turismo di carattere religioso, che ha come meta il santuario di Visciano, e un centro di ricerca sulle energie rinnovabili, da mettere a sistema con la realizzazione di un parco eolico, le cui turbine possono essere dislocate sul versante collinare recuperato.

A tenere insieme questa varietà di funzioni e insieme a costituire un margine-filtro rispetto al centro abitato di Tufino, due fasce filtro boscate, che consentano, attraverso il ripristino dei flussi anaerobici naturali, di recuperare la qualità della vita di queste aree, e una mobilità carrabile di attraversamento lento, che ricollega l’abitato e il santuario di Visciano, anche attraverso un sistema di trasporto pubblico sostenibile.

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FATTIBILITA’ TECNICO-ECONOMICA

Le difficoltà di operazioni di questo genere, al di là delle competenze tecnologiche ed ambientali necessarie, sono dovute alle necessità di ordine economico. Pur volendo, infatti, perseguire il principio del “chi inquina, paga”, è altamente difficoltoso individuare le responsabilità all’interno di situazioni così complesse e stratificate nei decenni. Per questo motivo, come nel su ricordato progetto Sufalnet della Comunità Europea, si propone anche qui di individuare una prima fase di “urbanizzazione” e sistemazione delle aree (con acquisizione dei suoli e recupero ambientale e dell’edificato) da far assumere al solo onere pubblico, attraverso procedure di finanziamento integrato con fondi extra-nazionali. A valle di questa prima fase, è possibile individuare e dare luogo ad una mobilitazione dell’interesse privato, che, attratto dalla trasformazione di questi luoghi negati in aree potenzialmente competitive, ha la possibilità di gestire e guidare la trasformazione, entro un orizzonte limitato di profitto, ad esempio 30 anni, al termine del quale le aree rigenerate potrebbero ritornare al beneficio pubblico, e divenire vero bene comune.

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Continuare a seguirci: la prossima settimana, pubblicheremo l’immagine finale del nostro progetto!

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Giugno 2013 09:44