NIB. BUCHI NERI | INCHIESTA 'TUFINO2046' | PRIMA PUNTATA > I RIFIUTI IN CAMPANIA Stampa
Scritto da annie   
Giovedì 25 Aprile 2013 14:14
Da oggi e per tutto il mese di maggio/giugno, formatoa3 vi presenterà sulle pagine di questo blog un'inchiesta, il cui esito verrà proposto alla Mostra Buchi Neri in Campania, organizzata a giugno da New Italian Blood all'ex-Tabacchificio Centola di Pontecagnano (SA).
Il sito interessato dalla nostra inchiesta è una discarica che si trova nel Comune di Tufino (NA) in località “Schiava”, nelle vicinanze della Strada Provinciale per Visciano. L’apertura delle discariche di Paenzano 1 e 2 è stata decretata con i poteri in deroga del Prefetto Delegato all’Emergenza Rifiuti in Campania nel 1996 e chiusa nel 1999. Accanto alle discariche è stato realizzato uno Stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti (STIR).

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Come evidente dalla mappatura della presenza delle discariche a livello regionale e provinciale, al piccolo Comune di Tufino è stato, di fatto, assegnato un ruolo importante nel complesso ciclo di gestione dei rifiuti della Regione Campania. Dal sito della Protezione Civile, si apprende che, per consentire lo smaltimento dei rifiuti in Campania, la legge 14 luglio 2008 n. 123 ha autorizzato la realizzazione di una serie di discariche in tutte le cinque province campane.
Attualmente le discariche in funzione sono cinque:
Sant'Arcangelo Trimonte (BN)
Savignano Irpino (AV)
Chiaiano (NA)
San Tammaro (CE)
Terzigno (NA)

I progetti degli altri impianti previsti dal piano della Struttura del Sottosegretario sono ultimati e la realizzazione è stata curata direttamente dalle strutture ordinarie che dal 1°gennaio 2010 sono subentrate a pieno titolo nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Gli altri impianti in progetto:
Andretta (AV)
Serre (SA)
Completano il sistema i termovalorizzatori:
Napoli,
Acerra,
Santa Maria La Fossa (CE),
Salerno
e i siti CDR:
Caivano (NA),
Tufino (NA),
Giugliano (NA),
Santa Maria Capua Vetere (CE),
Avellino (localita' Pianodardine),
Battipaglia (SA)
Casalduni (BN)

Un grave problema sorge dal fatto che questo è un ciclo “monco”, poiché manca delle necessarie procedure di controllo dell‘onestà di tutti i livelli del sistema (correttezza della raccolta differenziata, del conferimento, dello stoccaggio, etc.), oltre che mancare di alcuni snodi fondamentali al corretto funzionamento dell’intero processo (aree di raccolta, isole ecologiche, discariche adeguate, termovalorizzatori...). Per questo motivo la vera mappa dei rifiuti in Campania è molto più estesa, e comprende problematiche molto serie che vanno dallo smaltimento criminale dei rifiuti speciali (con roghi in tutta la regione, gestiti dalla malavita organizzata), al proliferare di siti di conferimento abusivi.
Di seguito, riportiamo, infatti, alcuni siti internet che potete visitare per approfondire il tema della reale mappatura dei rifiuti in Campania.
www.munnezza.info
www.laterradeifuochi.it
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Il danno ambientale è gravissimo e riguarda non solo le prospettive future di questi territori, ma anche il nostro immediato presente: troppo spesso dimentichiamo che il problema dei rifiuti non riguarda solo le difficoltà di livello amministrativo o le infiltrazioni di natura criminale, ma inizia all'interno della vita di ciascuno di noi, nelle nostre case dove la raccolta differenziata non sempre è norma comune, o nelle strade delle nostre città, sui posti di lavoro, nei locali pubblici. Ovunque produciamo rifiuti, sta a noi comprendere l'importanza di un ciclo di riduzione di questa produzione di scorie, di corretta raccolta, di adeguato riciclo.
Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Aprile 2013 14:47