NIB. BUCHI NERI | INCHIESTA 'TUFINO2046' | SECONDA PUNTATA > TUFINO ...DA VICINO Stampa
Scritto da annie   
Mercoledì 01 Maggio 2013 09:07
Come vi abbiamo anticipato nell'articolo del blog della settimana scorsa, vi stiamo presentando un'inchiesta il cui esito verrà proposto alla Mostra Buchi Neri in Campania, organizzata a giugno da New Italian Blood all'ex-Tabacchificio Centola di Pontecagnano (SA).

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Il sito che stiamo studiando si trova nel Comune di Tufino (NA) in località “Schiava”, nelle vicinanze della Strada Provinciale per Visciano, direttrice per il pellegrinaggio al celebre Santuario di Maria SS. Consolatrice del Carpinello. La discarica è stata realizzata in una vecchia cava di tufo esaurita, tipicamente caratterizzata dalle pareti a scarpa verticale. Nella stessa zona è presente un’altra cava di tufo, ancora in funzione, in un’area a rischio sottoposta a vincolo idrogeologico dal Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania (2010).

L’apertura delle discariche di Paenzano 1 e 2 è stata decretata con i poteri in deroga del Prefetto Delegato all’Emergenza Rifiuti in Campania nel 1996 e chiusa nel 1999. Le discariche, esaurite per il conferimento dei rifiuti, allo stato attuale sono in fase di gestione post operativa: Paenzano 1 presenta una copertura superficiale costituita da “capping finale” (strato di terra, argilla, terra, seminagione di erba e alberi vari); Paenzano 2 presenta invece una copertura superficiale provvisoria in terreno, nelle more della realizzazione del capping finale. All’interno di Paenzano 1 è realizzato un impianto di captazione del biogas, gestito dal Consorzio Asia e affidato alla ditta “ASJA ELETTROGAS”. La captazione avviene tramite pozzi verticali collegati ad una centrale di aspirazione. Nel piazzale è presente una centrale a metano cha ha la funzione di supporto. L’energia elettrica prodotta viene venduta all’ENEL. Accanto alle discariche è stato realizzato uno Stabilimento di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti (STIR), accessibile attraverso una rotatoria realizzata appositamente nelle vicinanze dello svincolo dell’autostrada A16 Napoli-Canosa.
Per maggiori informazioni, potete visitare il sito www.sapnapoli.it.

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Queste differenti funzioni restituiscono l’immagine di un luogo fortemente sfigurato, in cui alla pre-esistente vocazione agricola si sono sostituite funzioni espulse dai centri cittadini a livello regionale e provinciale, incompatibili sia con la presenza antropica che con quella naturale. La questione assume inoltre uno sfondo di problematiche triplice: al problema discariche, infatti, oggi parzialmente rimosso con la chiusura degli impianti, si aggiungono le scomode presenze della cava ancora in funzione e dello STIR, nel quale non arrivano materiali frutto di una raccolta differenziata corretta, ma (in virtù del D.L. 01/07/2011) anche una frazione organica non composta altamente nociva.

Restituire dignità a questi luoghi, coincide necessariamente con una presa di posizione nei confronti di tutte queste problematiche, interpretate come facce di uno stesso problema: politiche settoriali e gestione errata dell’emergenza rifiuti, a livello regionale e di governo centrale, hanno determinato un danno ambientale di valore altissimo per questi territori un tempo noti per la produzione di noci e ciliegie. La nostra proposta non può che tenere conto di questo territorio maltrattato che chiede una rivalsa, sotto forma di un risarcimento che non sia solo di facciata, ma che, andando al cuore del problema, lo sostituisca con una nuova cura del territorio, profonda ed integrata.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Maggio 2013 09:42