NIB. BUCHI NERI | INCHIESTA 'TUFINO2046' | TERZA PUNTATA > COM’È FATTO ...UN CAPPING? Stampa
Scritto da annie   
Lunedì 13 Maggio 2013 15:40
Riprendiamo dopo qualche giorno di pausa la nostra inchiesta sulle discariche. Per andare più a fondo nel problema, abbiamo coinvolto l’Ingegnere in Ambiente e Territorio S. Chianese, PhD Candidate presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, che ci ha spiegato che era fondamentale sapere se la discarica avesse concluso l'attività vitale o se producesse ancora gas e percolato).
Secondo quanto appreso dal sito www.sapnapoli.it, ci troviamo nella prima ipotesi, quindi si può evitare di ipotizzare un intervento attivo (ipotizzando che la rete di captazione di biogas e percolato realizzata dai gestori della discarica sia funzionante) ed è possibile ricoprire la discarica con una serie di strati di materiale differente e aggiungere un paio di "nasi elettronici" per il monitoraggio, ai fini del recupero.

Riportiamo, quindi, alcune delle importanti informazioni forniteci dal nostro consulente:

“Il D. Lgs. 13 gennaio 2003 n. 36 prevede che la copertura sia realizzata mediante una struttura multistrato costituita, dall’alto verso il basso, dai seguenti strati:
1. strato superficiale di copertura con spessore maggiore o uguale ad 1 metro che favorisca lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale, fornisca una protezione adeguata contro l’erosione e consenta di proteggere le barriere sottostanti dalle escursioni termiche;
2. strato drenante maggiore o uguale a 0,5 m in grado di impedire la formazione di battente idraulico sopra le barriere di cui ai successivi punti 3 e 4;
3. strato minerale superiore compattato di spessore maggiore o uguale a 0,5 m e di conducibilità idraulica minore o uguale a 10 -8 m/s o di caratteristiche equivalenti;
4. strato di drenaggio del gas e di rottura capillare con spessore maggiore o uguale a 0,5 m;
5. strato di regolarizzazione con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli strati sovrastanti.”
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“Dopo la realizzazione della copertura multistrato, si possono eseguire una serie di interventi per evitare l'erosione e favorire la stabilizzazione dello strato di copertura (opere di ingegneria naturalistica): in particolare, una possibilità è l'aggiunta di uno strato di juta per proteggere dall'erosione, di viminate per l'interruzione del rusciallamento superficiale e di una canaletta al piede della collinetta per la raccolta delle acque …oltre ad erba, cespugli e piante.“

Un punto che ci stava particolarmente a cuore, era se al di sopra degli strati di vegetazione fosse possibile ipotizzare delle coltivazioni. Il nostro consulente ci ha spiegato che, anche se con uno strato di terreno di 3-4 metri, al di sopra della stratificazione, è possibile ipotizzare tali coltivazioni, rimane comunque uno scenario poco praticabile e (per il momento) quasi mai applicato.
Infine, in risposta alla nostra sollecitazione ad utilizzare per il ripristino ambientale delle discariche, il materiale in uscita dallo STIR, ci ha risposto che pur essendo un'ipotesi contemplata, in realtà quel materiale dovrebbe essere miscelato con il terreno, e non usato da solo… ma tutto questo, avrebbe senso solo nella certezza che lo STIR abbia un corretto funzionamento: c'è il rischio di ricoprire la discarica con del materiale non del tutto sicuro, proveniente da una scorretta raccolta …non-differenziata!
Ora abbiamo le idee più chiare sulle tecnologie di interventi di recupero della discarica. Il prossimo passo sarà andare a parlare con i fruitori di questo territorio, con i reali destinatari di un potenziale recupero della discarica! Alla prossima settimana.